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Nei pazienti con malattia tumorale in stadio avanzato la malnutrizione proteico-calorica è un problema ricorrente, dovuto a fattori quali una forma di anoressia che si instaura, a maldigestione, a malassorbimento e a difficoltà di masticazione e di deglutizione. Si dovrebbero fornire cibi che, consumati in quantità sufficienti a coprire i fabbisogni proteici e calorici, mirino a correggere i deficit nutrizionali e rendano minime le riduzioni ponderali.
ONCOLOGIA - CHEMIOTERAPIA
Articolo tratto da: Salus.it
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CHEMIOTERAPIA - CANCRO Torna all’inizio sezione: Oncologia - studio e cura dei tumori
A causa di una crescita esponenziale le neoplasie si raddoppiano circa 30 volte prima di diventare clinicamente rilevabili ( 10 milioni di miliardi di cellule danno una massa di un cm cubo) Qualsiasi tumore ha un caratteristico tempo di raddoppiamento che va da 2 giorni a tre mesi ed oltre. In un primo tempo la crescita è di tipo esponebziale, in seguito una percentuale sempre maggiore di cellule entra nel pool non proliferativo a causa della morte cellulare e della differenziazione, ed entra nella fase di riposo del ciclo cellulare. La crescita delle cellule non proliferanti diminuisce la suscettibilità dei tumori agli agenti antineoplastici, che sono più attivi nei riguardi delle cellule che si dividono più rapidamente. Questo principio costituisce il razionale del "debulking" tumorale (con chirurgia o irradiazione), così da favorire il passaggio delle cellule dallo stadio di riposo ad uno di attiva proliferazione con un aumento della suscettibilità alla chemioterapia. Tutti i chemioterapici, infatti, agiscono sulla divisione cellulare. Gli antimetaboliti, agendo come analoghi di substrati fisiologici vitali, inibiscono la sintesi del DNA: gli esempi comprendono il methotrexate, analogo dell’acido folico; la citosina arabinoside, analogo della pirimidina; la 6-mercaptopurina, analogo della purina. Gli agenti alchilanti come la ciclofosfamide interagiscono chimicamente con il DNA causandone la rottura. Il cisplatino, un metallo pesante, esplica la sua attività attraverso un meccanismo simile. Molti antibiotici ad attività antitumorale come le antracicline, la daunomicina e la doxorubicina si intercalano nella doppia elica del DNA. Gli alcaloidi della vinca,vincristina e vinblastina sono prodotti vegetali che arrestano il ciclo cellulare inibendo la funzione dei microtubuli. La sicura somministrazione di tali sostanze con il loro indice terapeutico richiede la conoscenza delle loro vie di metabolismo ed eliminazione. La forte correlazione fra la dose e la possibilità di cura di tumori maligni quali il linfoma di Hodgkin, giustifica la tossicità dei trattamenti aggressivi. Tossicità che anche in corso di chemioterapia può essere di tipo acuto con nausea, vomito, alopecia, insufficienza renale, cistite emorragica, ileo e mielosoppressione; e tossicità cronica con leucemia, fibrosi polmonare, sindrome emolitico-uremica, neuropatia periferica e sterilità. La causa più frequente del fallimento della chemioterapia è la resistenza ai farmaci e la probabilità di svilupparla è proporzionale alle dimensioni del tumore e al grado di mutazione del gene della farmacoresistenza, il cui prodotto è una proteina che impedisce l’accumulo intracellulare del farmaco. Sono nati così i protocolli polichemioterapici che trovano il loro razionale nel fatto che agendo, come abbiamo visto, con meccanismi diversi, è più difficile che la neoplasia sviluppi resistenza a tutti.
Una terapia alternativa
Basata sull’utilizzo di sostanze prodotte dal nostro stesso organismo con l’aggiunta di vitamine, beta carotene, cortisonici, melatonina e piccole dosi di antiblastici, a seconda del tipo di neoplasia, la terapia si basa su un principio molto semplice: se è vero come è vero che il cancro è una crescita cellulare anarchica io somministro una sostanza, non che distrugge le cellule non distinguendo tra sane e cancerogene, ma una sostanza che inibisce la proliferazione cellulare. per di più naturale e quindi assolutamente atossica, ovviamente ad opportuno dosaggio: la somatostatina.
Non essendoci alcuna conoscenza degli effetti clinici della somatostatina in campo oncologico, si impongono una serie di osservazioni:
a che dosaggio somministrare la somatostatina ? qual è l’effetto della sostanza sulle cellule sane? che effetto produce nei bambini? perché agisce o dovrebbe agire solo sulle cellule neoplastiche? cosa comporta sui tessuti sani l’inibizione della proliferazione cellulare? Anche se il metodo non fosse efficace in tutti i tipi di neoplasia, ma dimostrasse la sua maggiore validità, rispetto alle terapie tradizionali, solo in un tipo di cancro, si potrebbe disporre comunque di un’altra arma ed avremmo, comunque, fatto un passo in avanti nella lotta, sicuramente lunga e difficile, contro il cancro.
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