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Nei pazienti con malattia tumorale in stadio avanzato la malnutrizione proteico-calorica è un problema ricorrente, dovuto a fattori quali una forma di anoressia che si instaura, a maldigestione, a malassorbimento e a difficoltà di masticazione e di deglutizione. Si dovrebbero fornire cibi che, consumati in quantità sufficienti a coprire i fabbisogni proteici e calorici, mirino a correggere i deficit nutrizionali e rendano minime le riduzioni ponderali.
LA DIETA VEGETARIANA PER IL MALATO DI CANCRO - CANCRO ALLA MAMMELLA
Consigli sull'alimentazione Articolo tratto dalle pubblicazioni Da: http://www.valsoia.it/ Fonte: Europe Intelligence Wire via NewsEdge Corporation - 14 Marzo 2001.
COMBATTERE IN MODO NATURALE IL CANCRO ALLA MAMMELLA
Il genoma umano non è più un segreto per gli scienziati. Quello che è emerso di sorprendente è che esso sembra contenere molti meno geni di quanto si supponesse: soltanto il doppio di quelli del moscerino. Questa scoperta avvalora la tesi che, per quanto concerne la nostra salute, l'alimentazione, a lungo andare, sia più importante della natura stessa. Ciò sembra particolarmente vero per il cancro della mammella, la cui incidenza, negli ultimi trent'anni, è raddoppiata. Un tasso di sviluppo così elevato può essere spiegato solamente dai mutamenti di stili di vita ed ambientali. Le ricerche hanno dimostrato che, adottando esclusivamente accorgimenti dietetici, il rischio di cancro della mammella può essere ridotto della metà e che alcune modifiche nello stile di vita possano prevenire l'80 per cento dei casi. La maggior parte di tumori della mammella è correlata all'ormone estrogeno, che stimola le cellule della mammella a dividersi più rapidamente, aumentando il rischio di crescita cellulare incontrollata, caratteristica del cancro. Più la donna è esposta all'estrogeno, più il rischio di cancro della mammella è elevato. L'estrogeno è prodotto in quantità significative durante il ciclo mestruale e ciò può aiutare a spiegare perché le donne con menarca precoce o menopausa ritardata siano più a rischio. La gravidanza tende a proteggere dal cancro della mammella, probabilmente perché si riduce il tempo d'esposizione della donna all'estrogeno. Anche l'allattamento aiuta e le donne che hanno allattato per almeno due anni beneficiano di una riduzione del rischio dal 20 al 30 per cento. La massima correlazione fra estrogeno e cancro della mammella si manifesta nelle donne che mostrano sintomi da eccesso di estrogeno, condizione che molti medici definiscono "dominanza estrogenica" e la cui manifestazione più comune è la sindrome premestruale, in particolare se alla stessa si associano sintomi quali ipersensibilità della mammella e ritenzione idrica. Poiché la maggioranza delle pillole contraccettive orali e delle Terapie Ormonali Sostitutive sono a base d'estrogeno sintetico, non c'è da stupirsi che queste pratiche siano associate all'aumento di rischio di cancro della mammella. Gli studi mostrano che le donne che fanno uso della pillola hanno una probabilità doppia di sviluppare la malattia, in funzione della durata del periodo d'assunzione. Altre ricerche suggeriscono che per le donne che si sottopongono alla TOS per cinque o più anni il rischio aumenta del 35 per cento. L'alimentazione offre alle donne una molteplicità di strategie di prevenzione. La correlazione fra consumi elevati di frutta e vegetali e riduzione del rischio di cancro della mammella è particolarmente evidente. Frutta e vegetali sono ricchi di composti anti-ossidanti come il betacarotene e la vitamina C; questi micronutrienti aiutano a combattere i "radicali liberi", pesantemente implicati nei processi di sviluppo dei tumori. Anche il "licopene", un potente antiossidante presente nei pomidoro, sembra avere un effetto protettivo. Le Crocifere (broccoli, cavoli, cavolfiori) contengono un composto (indolo-3-carbinolo) che si è rivelato in grado di inibire le cellule tumorali in studi di laboratorio. La soia, con significativa evidenza, aiuta a ridurre il rischio di cancro della mammella e presso le popolazioni che fanno ampio uso d'alimenti di soia l'incidenza della malattia risulta decisamente ridotta. Le proprietà "salutistiche" dei semi di soia e degli alimenti di soia come il "latte di soia" e il tofu, nonché di lenticchie e ceci, sono state ricondotte a composti chiamati "isoflavoni" e "lignani", che hanno effetti estrogeno-simili sull'organismo. Si è dimostrato che gli isoflavoni e i lignani bloccano l'attività dei più potenti estrogeni naturali e ciò, in parte, spiega le loro proprietà protettive nei confronti del cancro. Altri nutrienti in grado di ridurre il rischio della malattia sono gli acidi grassi omega-3, presenti nei pesci grassi e, in particolare, in salmoni, trote, tonni, sgombri, aringhe e pesci spada. Il tessuto mammellare affetto da cancro contiene livelli inferiori di grassi omega-3 rispetto al tessuto di mammelle sane. Cibi e bevande possono essere altresì contaminati da residui chimici con proprietà estrogeno-simili. Nelle donne affette da cancro della mammella si riscontrano, con maggiore frequenza, livelli superiori di queste sostanze e questo è un buon argomento per promuovere l'adozione, nella propria dieta, di alimenti da Agricoltura Biologica.
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